Tra qualche giorno molti partiranno.
Cambieranno città.
Cambieranno panorama.
Cambieranno routine.
Eppure, ogni anno, mi colpisce la stessa cosa.
Molte persone cambiano luogo.
Ma non cambiano ritmo.
Portano con sé lo stesso modo di vivere il tempo.
Le stesse urgenze.
Lo stesso bisogno di fare.
Lo stesso rumore.
Qualche tempo fa, al rientro dalle vacanze, un imprenditore mi disse una frase che non ho più dimenticato.
"Sono stato due settimane al mare. Eppure, mi sembra di non essermi fermato nemmeno un giorno."
Non stava parlando del lavoro.
Durante quelle due settimane aveva lavorato pochissimo.
Stava parlando di altro.
Del fatto che, anche senza riunioni, e-mail e scadenze, aveva continuato a vivere con lo stesso ritmo.
Lo stesso dialogo interiore.
La stessa tensione.
Lo stesso bisogno di essere sempre un passo avanti.
Ed è lì che ho pensato una cosa.
Forse il contrario del lavoro non è il riposo.
Forse è la presenza.
Perché possiamo avere una giornata completamente libera.
E continuare a vivere come se fossimo in ritardo.
Possiamo sederci davanti al mare.
E pensare già a settembre.
Possiamo essere con le persone che amiamo.
E non esserci davvero.
Per questo considero agosto un'opportunità preziosa.
Non tanto perché ci offre più tempo.
Ma perché ci offre qualcosa che durante il resto dell'anno tendiamo a perdere.
La distanza.
E la distanza ha un potere straordinario.
Non cambia la realtà.
Cambia il modo in cui la osserviamo.
Quando siamo immersi nella quotidianità, tutto sembra urgente.
Ogni richiesta pretende una risposta.
Ogni problema reclama attenzione.
Ogni decisione sembra dover essere presa subito.
Poi, improvvisamente, ci allontaniamo.
E qualcosa cambia.
Non necessariamente fuori.
Dentro.
Quello che sembrava enorme perde peso.
Quello che avevamo trascurato torna visibile.
Le domande importanti riemergono.
Le priorità si rimettono in ordine.
Non perché la realtà sia diversa.
Perché la stiamo guardando da una prospettiva diversa.
Ed è qui che, secondo me, agosto diventa interessante anche per chi guida un'azienda.
Perché la qualità della leadership non dipende solo dalla capacità di prendere decisioni.
Dipende anche dalla capacità di creare, intenzionalmente, quella distanza che permette di prenderle meglio.
Molti pensano che le decisioni migliori nascano da più informazioni.
Dalla strategia.
Dall'esperienza.
Naturalmente contano.
Ma c'è una risorsa di cui si parla molto meno.
La qualità dello sguardo.
E la qualità dello sguardo aumenta quando diminuisce il rumore.
Per questo, il vero lusso di agosto non è semplicemente staccare.
È concedersi il tempo di osservare.
Non il mare.
La propria vita.
Le proprie priorità.
Il proprio modo di lavorare.
Il proprio modo di decidere.
Perché, a volte, il cambiamento più importante non nasce da una risposta nuova.
Nasce da qualcosa che, finalmente, siamo tornati a vedere.
La riflessione strategica
Nel lavoro si parla molto di strategia.
Molto meno di prospettiva.
Eppure, chi prende decisioni importanti lo sa.
La differenza raramente la fa avere un'informazione in più.
Più spesso la fa riuscire a vedere meglio quelle che abbiamo già.
Per questo credo che ogni imprenditore, manager o professionista dovrebbe proteggere, durante l'anno, momenti di distanza.
Non come premio.
Non come lusso.
Ma come parte del proprio lavoro.
Perché la distanza non cambia la realtà.
Cambia ciò che della realtà siamo finalmente in grado di vedere.